Soggiorno di Caravaggio a Siracusa e della realizzazione del Seppellimento di Santa Lucia.
Sbarcato a Siracusa nell'ottobre del 1608, stremato e braccato dai Cavalieri di Malta, Caravaggio trovò rifugio grazie a Mario Minniti, amico di vecchia data e pittore conosciuto durante i primi anni romani. Nonostante la psicosi di essere raggiunto dai suoi persecutori, l'arrivo dell'artista entusiasmò l'élite culturale cittadina e l'erudito Vincenzo Mirabella, che lo guidò alla scoperta delle antichità siracusane.
L'esplorazione delle Latomie
Durante le visite ai complessi archeologici della città , Caravaggio rimase affascinato dalla cavità artificiale della Latomia del Paradiso. Colpito dalla forma della fenditura e dalle sue eccezionali proprietà acustiche, fu proprio il pittore a coniare il nome "Orecchio di Dionisio", ipotizzando con amara ironia che il tiranno Dionisio I la usasse per ascoltare di nascosto i sussurri dei prigionieri rinchiusi nella roccia.
Il Seppellimento di Santa Lucia (1608)
Per celebrare la presenza del maestro, il Senato siracusano gli commissionò la pala d'altare per la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro nel quartiere Borgata, costruita sopra il luogo del martirio della patrona.
L'opera rappresenta uno dei punti più alti del realismo drammatico caravaggesco:
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I due scavatori in primo piano: La scena è dominata dalle figure colossali dei due fossori, muscolosi e brutali, presi dal lavoro manuale di scavare la fossa. Il loro volume materiale spinge lo spettatore quasi all'interno del sepolcro.
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L'oppressione dello spazio: Oltre la metà superiore della tela è occupata da un vuoto scuro e roccioso, ispirato direttamente alle pareti delle catacombe e delle latomie. Questo spazio vuoto schiaccia le poche figure del corteo funebre verso il basso.
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Il corpo della Santa: Lucia giace a terra, pallida e priva di trionfalismo. La ferita da taglio sul collo è visibile ma non ostentata, e la sua figura appare come quella di un'umile vittima terrena riposta nella nuda terra.
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Tecnica pittorica: Realizzata con estrema rapidità , la pala presenta strati di pittura sottilissimi su tonalità brune e terrose, consentendo alla preparazione scura della tela di emergere in molti punti.
La permanenza a Siracusa fu brevissima: spinto dal costante timore di essere localizzato da spie maltesi, prima della fine del 1608 Caravaggio ripartì precipitosamente verso Messina.
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