Museo dello Spazzacamino nel cuore della Val Vigezzo, cioè della "Valle de­gli spazzacamini".

Santa Maria Maggiore è il centro della Val Vigezzo, cioè della "Valle de­gli spazzacamini".Per secoli, alla fine d'ottobre, adulti e ragazzi sono partiti da qui per andare a pulire i camini di tutta Italia e di mezza Europa. Per secoli sono tornati solo a primavera, distrutti dalla fatica e da una vita durissima.  

Unico in Italia, esiste a Santa Maria Maggiore in Valle Vigezzo, all’ interno dello splendido Parco di Villa Antonia, il Museo dello Spazzacamino.




Piazza Risorgimento
28038 Santa Maria Maggiore
(Verbania)
tei. 0324/95091
orari: luglio e agosto
15.30/18.30
domenica e lunedì anche
10.00/12.00
negli altri mesi su richiesta

Inaugurato nell’agosto 1983, è stato ingrandito e completamente rinnovato per una nuova inaugurazione nell’aprile 2005.

Il nuovo Museo presenta un percorso interattivo che coinvolge il pubblico in una visita multisensoriale la quale attiva la compartecipazione diretta dei visitatori. Questo itinerario, fondato sull’esperienza percettiva, costituisce un’assoluta novità di approccio ad un tema storico-sociale come quello degli Spazzacamini e permette di annoverare questa fra le proposte museali più innovative della Regione Piemonte.

Localizzato in un edificio di singolare bellezza, il museo racconta, attraverso attrezzi, oggetti, pubblicazioni e suggestive testimonianze, la dura esperienza di una figura, a noi quasi sconosciuta, che ha contrassegnato per secoli la vita della Valle Vigezzo.



Abbiamo sempre avuto un'immagine romantica degli spaz­zacamini, invece - come dimostra questo museo -la loro era una vita da emigranti stagionali. Dor­mivano nelle stalle, mangiavano pane e minestra per risparmiare, erano sempre neri di fuliggine, non avevano possibilità di lavarsi per mesi. E gli unici vestiti che avevano rimanevano anch'essi incrostati di nerofumo, al punto da confondersi con la pelle. E tutto questo è documentato da una raccolta di foto d'epoca e di documenti di straordinaria intensità.
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Il museo è piccolo, appena due sale, che conten­gono gli attrezzi del mestiere, il "risciùn", un meccanismo regolato da una carrucola che per­metteva di grattare la fuliggine dalla canna del camino, e le testimonianze del lavoro dei bambi­ni. Solo loro potevano infilarsi nelle canne fuma­rie più grandi per pulire a mano le pareti, andan do su e giù con raspa e scopette.

Per questo era no vestiti con abiti attillatissimi, che consentiva no di scivolare senza impedimenti nei camini. E infine c'è la "Cappella dell'addio", una rico struzione con manichini in abiti d'epoca, in cui vediamo una madre che saluta il figlio che parli' dalla sua valle insieme con il padrone. Torneraii no ambedue smagriti, neri e affamati dopo sci mesi di lontananza.

E' stalo così per secoli e il merito di questomuseo è di recuperare una memoria storica, facendo giustizia di una vecchia leggenda e consegnandoci una verità più triste. Alla quale, per fortuna, anchi i pochi spazzacamini rimasti nella Val Vegezzo, si sono ormai sottrati da tempo.







 
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